Le interviste

A tu per tu con la creativa che mixa colori e tessuti…

Abbiamo fatto qualche domanda ad Emanuela, protagonista della settimana di donneinstoffa con il suo “Atelier Essenziale”. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei? Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Sono Emanuela e mi occupo di moda come stilista. Ho coltivato da sempre questa passione che poi è diventata il mio lavoro, dopo un percorso di sperimentazione ho deciso, una decina di anni fa, di creare “Atelier Essenziale”: Uno spazio in cui esprimo la mia creatività. Sono una persona curiosa, ogni occasione è buona per ricercare nuove idee e lasciarsi ispirare.

 Il mio motto è «Non è l’abito che veste la donna, ma é la donna che veste l’abito».

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Fin da piccola mi divertivo a creare vestiti per le mie bambole ed il salto che mi ha portata a sperimentare sul mio proprio stile personale é stato immediato e naturale nel corso del tempo. Tramite la scuola ho iniziato a lavorare in aziende specializzate, fino a quando ho deciso di creare una mia realtà a misura di famiglia, per riuscire a stare dietro a tutto.

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Il momento in cui ho dovuto scegliere tra famiglia e lavoro avendo due bambine piccole, all’inizio il binomio è stato molto duro. Non mi è stato regalato nulla, ma con il passare del tempo rifarei questa scelta perché mi ha dato moltissime soddisfazioni.

La passione è stato il carburante che mi ha fatta andare avanti.

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

Divido la mia ricerca in due fasi: Il mio punto di partenza è sempre il colore, in questo step è fondamentale la creazione di una cartella colori per la collezione che andrò a fare. Solitamente mi confronto con le proposte del Pitti Filati che frequento stagionalmente. Dopo aver individuato dei colori con cui al momento mi sento in sintonia, entro nella seconda fase: la caccia al tessuto. Mi piace sperimentare e abbinare materiali diversi e nuovi, il mio obiettivo è quello di riuscire a mixarli assieme e creare armonia. Ad esempio, le creazioni a cui sto lavorando per la prossima stagione sono composte da tessuti di arredamento.

Dai tuoi post traspare questa voglia di entrare in contatto con chi ti segue. Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi legge e compra i tuoi prodotti?

La sintonia con chi si rivolge a me è indispensabile, le fondamenta del mio lavoro sono le relazioni con le mie clienti. I miei capi vengono personalizzati in base al carattere, alla personalità e alla fisicità di chi me li richiede. Funziona così: io creo e propongo una collezione di base che determina le linee generali del prodotto, in un secondo momento i modelli vengono scelti e adattati sulle richieste delle mie clienti. Questo tipo di scelta mi porta a creare ogni volta dei capi unici e diversi, ogni donna ha la propria storia e personalità e così vale per i suoi abiti.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Abbiate la tenacia e determinazione di raggiungere i vostri obiettivi e aggiungete sempre un pizzico di coraggio per portare avanti le vostre scelte ed essere coerenti con chi siete e con cosa volete. Per concludere, condite tutto con una spolverata di sana pazzia, quanto basta, per essere creative e mai scontate.

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Atelier Essenziale è prima di tutto uno spazio di scambio e condivisione. La collaborazione con altre donne è il cuore pulsante della mia attività. Con molte delle mie clienti ho instaurato delle relazioni che vanno al di fuori della vendita del capo in sè e nel corso degli anni sono riuscita a creare una vera e propria community che si riunisce e condivide le passioni più disparate: Da lezioni di yoga a spettacoli teatrali. Per quanto riguarda la creazione, io sono la stilista che si occupa di concepire il capo e quindi per la realizzazione mi appoggio a delle mie collaboratrici, é un lavoro creato da sinergie.

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

Mi piace pensare al mio lavoro come un continuo percorso di crescita ed evoluzione. Nel momento in cui concludo un abito non riesco a tenere a bada la mia voglia di creare qualcosa di nuovo e mi lancio subito verso una nuova ricerca, lasciandomi ispirare da ogni cosa che mi circonda. Sicuramente sono affezionata ad alcuni momenti della mia carriera che mi hanno dato grandi soddisfazioni, ma non mi sento legata ad una mia creazione in particolare, se non a quella che devo ancora fare e che mi spinge a dare il massimo.

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