Le interviste

A tu per tu con la sarta amante dei colori…

Abbiamo fatto qualche domanda a Vera, protagonista della settimana di donneinstoffa con il suo “Cavè”. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei e del suo progetto? Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Ciao, mi chiamo Vera.

Sono pugliese, una ragazza del Sud che ama profondamente la sua terra e Il suo mare.

Il mio brand CaVè non è altro che l’acrónimo del mio nome e cognome al contrario ed è rappresentato da un grande occhio verde.

Ho scelto l’occhio perché in lingua geroglifica significa vedere e CREARE.

“Videre” Dal latino vuol dire anche capire, scoprire ,interpretare , osservare e reinventare ciò che ci circonda,quindi non importa cosa guardi ma cosa riesci a VEDERE!

Cavè nasce proprio da una domanda che mi veniva  fatta spesso “Tu cosa ci vedi !?” .

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

La passione per l’handmade è nata quasi per caso, durante l’estate di qualche anno fa quando finalmente libera dal mio lavoro ho deciso di dar sfogo alla mia fantasia.

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Forse il momento più duro è stato quello di credere davvero in me stessa ,di superare quella paura di fallimento, quella sorta di vertigine e “buttarmi” Provarci…

Come scegli le materie prime per le tue creazioni?

Tutto parte da un’idea che poi cerco di mettere in pratica andando alla ricerca di ciò che mi serve per realizzarla. Amo i colori quindi nel mio caso vado sempre alla ricerca di negozietti qui in Puglia che vendono tessuti, filati o perline adatti alla realizzazione dei miei accessori che vanno dai Cappelli (mia principale passione) a gioielli o borse.

Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi ti segue e compra i tuoi prodotti?

Penso sia importantissimo. Cerco di essere sempre gentile e paziente quando ricevo delle richieste o semplici domande. Mi piace dare il massimo e creare un rapporto di fiducia con chi acquista un mio prodotto.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Il Consiglio che mi sento di dare è di credere in primis in sé stesse, di provarci di buttarsi senza timori. Di essere pronte ad attraversare anche momenti duri di sconforto ma con grinta e con la consapevolezza che si fa tutto per qualcosa che si ama e che nutre l’anima… Che sia un lavoro o una passione.E poi di essere originali, di ricercare l’originalità.

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

No, non collaboro con nessun’altra donna in questo mio progetto se non con mia madre che mi ha sostenuta sempre ed è stata colei che mi ha insegnato ciò che faccio quindi al momento no, però non lo escludo in un futuro… Mai dire mai!

Sarebbe bella la solidarietà tra donne soprattutto in un progetto ma purtroppo non è sempre semplice.

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

Partiamo dal presupposto che io amo i cappelli e oltre ad averne una collezione infinita,ora li realizzo anche, quindi se dovessi pensare ad una mia creazione alla quale sono particolarmente legata vi parlerei di un cappello. Forse è il più semplice tra i cappelli che ho creato ma i suoi colori mi ricordano i colori del mio mare ed è stato il primo cappello che ho creato insieme alla mia mamma, quindi, ha un valore speciale.4

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