Le interviste

A tu per tu con la sarta che confeziona solo pezzi unici…

Abbiamo fatto qualche domanda a Giorgia, protagonista della settimana di donneinstoffa con il suo progetto. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei? Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Ciao mi chiamo Giorgia Papalia, ho  46 anni, sono sposata,  ho due bambini di nome Alberto (10) ed Elisa (7), svolgo due lavori uno di arredatrice e poi questo di creazione borse e accessori.

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Ho iniziato a 25 anni frequentando un corso triennale di modellistica ad Alessandria, la mia città, ho preso un diploma rilasciato dalla regione e da li’ mi sono appassionata alla confezione di abiti su misura e al cucito. 

Ho frequentato anche un corso serale di fashion sketching allo IED a Torino. Poi per alcuni anni, circa 10 ho abbandonato la macchina da cucire ma poi nel 2013, ho ricreato un laboratorio casalingo tutto mio. (a breve traslocherò finalemente in quello nuovo un po’ piuù professionale ma sempre casalingo) .

Avevo però due bambini piccoli e far combaciare tutto era complicato, per fare vestiti ero ormai fuori allenamento e così ho provato a fare le borse.

” Meno impegnative “mi sono detta, non devo farle misurare e così ho iniziato a creare i CUBE con il denim riciclato che alcune ragazze mi portavano. Un’amica che aveva un negozio in centro ha iniziato a tenerne qualcuna e le ha vendute tutte e da li’ sono partita e non mi sono ancora fermata. 

Ho pensato però che avendo tante  richieste diverse e su misura, quello poteva diventare il mio MOOD la mia MISSION ovvero SOLO PEZZI UNICI e NUMERATI. E così è stato ed ora sono a quasi 640.

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Ci sono stati momenti in cui non avevo persone positive attorno che mi spronavano a continuare e ho pensato di mollare poi però mi sono fatta forza e  nel 2015 ho aperto la partita IVA per essere in regola con i negozi con cui collaboro e per poter acquistare prodotti di alta qualità con cui realizzare i miei prodotti. 

Non sono ancora riuscita a fare di questo passione il mio primo lavoro, un po’ perché non sono proprio una ragazzina e un po’ perché l’azienda in cui lavoro a tempo pieno è anche mia e siamo una famiglia e per questo cerco di far quadrare tutto. 

Spesso mi dico  “da domani faccio solo borse” e poi rifletto e non me la sento di mollare gli altri che contano su di me, pero’ alllo stesso tempo non MOLLERO’ certo le MIE BORSE.

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

Negli anni ho girato nelle fiere a Milano e Bologna principalmente e mi sono creata una rete di fornitori MADE IN ITALY,  affidabili e di alta qualità. Cerco da sempre di realizzare un prodotto curato, di alta qualità e made in Italy. 

Mi occupo di acquisti e commerciale da più di 20 anni e la qualità è fondamentale perché il cliente lo devi fidelizzare e ci devi “mettere la faccia” soprattutto creando tutto di persona.

La ricerca è continua, tessuti preziosi e fodere sempre diversi per ogni pezzo. Mi piace girare anche per i mercati o nei negozi di tessuti e scovare scampoli e passamanerie. Sono molto istintiva molte volte vedo un tessuto e lo acquisto perché so già perfettamente cosa ne farò vedo la borsa già finita.

Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi ti segue e compra i tuoi prodotti?

Penso sia importantissimo io amo il contatto con il cliente finale, decidere insieme il modello, fargli scegliere e toccare il tessuto o la pelle con cui realizzerò il suo pezzo unico. Mi piace creare eventi che coinvolgano le persone perché i miei prodotti vanno provati, toccati e indossati. Le mie borse anche le più grandi, sono leggerissime e da una foto è difficile capirlo. Io poi non sono brava nel fare foto pertanto devo sempre farmi aiutare, ma sto migliorando ☺☺.

 Preferisco sempre incontrare la cliente soprattutto per realizzare il “su misura”. Negli anni ho notato che questo piace molto ed è un servizio che continuerò a dare.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Direi di coltivarla il più possibile di non abbandonare mai un sogno perché potrebbe sempre diventare realtà. Io ho deciso che nonostante sia complicato fare tutto da sola, vado avanti lo stesso perché è la mia passione più grande e mi da soddisfazione vedere i miei prodotti prendere forma prima da un’idea, poi da un disegno, poi diventare un nuovo modello e infine realizzarlo e cucirlo.

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Negli anni ho conosciuto tante donne fantastiche, soprattutto su instagram; c’è chi fa gioielli, chi fa scarpe, chi borse, chi fa “cucito rock n roll” come ELISA che mi ha fatto conoscere VOI, e ho interagito con ognuna di esse perché sono tutte fantastiche e le seguo perché le loro storie sono molto simili alla mia e mi sento in ottima compagnia. 

Penso che l’handmade sia il futuro per noi creative. Fare gruppo e creare una rete di tutte noi per confrontarci e consigliarci penso sia uno stimolo per continuare questa faticosa avventura tutte insieme. 

Far capire a chi oggi giorno vive “standardizzato” che un oggetto o un abito realizzato su misura, a mano è sempre un valore aggiunto, è molto difficile. Avrete visto che anche le grandi firme hanno spinto sul FATTO IN CASA  però hanno grandi nomi che parlano per loro. 

Noi possiamo farcela solo stando unite e collaborando tutte insieme.

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

Sono molto legata al mio CUBE BUTTERFLY ROCK. 

E’ uno dei miei modelli di punta il CUBO e uno dei primi realizzati totalmente in pelle. Con quello ho partecipato ad una mostra/concorso ed è sul catalogo dell’evento insieme ad altre opere tra cui quadri, vasi, sculture e gioielli realizzati da altre donne creative. 

Ho partecipato alla prima edizione della biennale della creatività femminile la WAB di BRA nel 2014. Era il mio inizio, non mi sono ispirata ad una persona in particolare sono state le pelli con cui  l’ho realizzata che mi hanno ispirata.

Ancora oggi chi la vede me la chiede ma NON LA VENDO. (vi mando foto). Da li non mi sono davvero più fermata. 

Realizzo circa 100 120 pezzi all’anno.

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