Le interviste

A tu per tu con la sarta che ha saputo osare…

Abbiamo fatto qualche domanda a Manuela, protagonista della settimana di donneinstoffa con il suo “CreatoaManu”. Buona lettura!

Qualche parola per descriverti.

Sono Manuela, ho 27 anni e vivo a Saluzzo una cittadina ricca di storia nella provincia di Cuneo.
Sono sarta e confeziono abiti su misura da cerimonia e accessori per donne e bimbe.
Da poco ho creato la collezione STAYEASY : si rivolge alle ragazze e donne grintose che non vogliono rinunciare ad un capo di sartoria per la vita di tutti i giorni!
Gonne con elastico o a piegoni, fasce, golfoni  e abitini in tante fantasie e per tutti i gusti!

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

La mia passione per il cucito è nata principalmente osservando da bambina mia nonna che ha fatto la sarta per più di cinquant’anni.
Mi ha fatto capire l’importanza dell’impegno e del lavoro duro che c’è dietro al confezionare quello che agli occhi sembra un oggetto semplice e banale come un capo di abbigliamento! Ma mi limitavo a guardarla, non so perché, non le ho mai chiesto di insegnarmi a quei tempi.
Crescendo ho intrapreso percorsi di scuola umanistici e l’aspetto creativo è sempre stato messo in secondo piano.
Finite le scuole superiori ho iniziato a lavorare come assistente alla autonomie nelle scuole primarie ma sentivo di poter fare allo stesso tempo qualcosa per me.
Così ho studiato per tre anni  alla scuola di Alta Moda Montesano a Torino in cui ho imparato la fantastica arte del taglio e cucito!
Col tempo ho cominciato a confezionare capi per le mie amiche e per me.
Pian piano la voce si è sparsa e grazie anche ai social oggi faccio della mia passione il mio lavoro.

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Sicuramente il momento più duro del mio percorso (che è ancora agli inizi) è stato quando ho capito che il mio posto di lavoro di sarta dipendente mi stava stretto, per via del fatto che non  condividevo l’approccio umano nell’azienda.
Dopo vari mesi a valutare se fosse il caso di lasciare un posto con uno stipendio fisso, ho raccolto tutto il coraggio che avevo ed ho deciso di licenziarmi per prendere la mia strada. E devo dire che non tornerei mai indietro!

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

Sono piuttosto attenta nella scelta dei tessuti per i miei capi: prediligo ovviamente sempre i tessuti in grande percentuale naturali, preferisco acquistarli in negozi piuttosto che su internet perché devo girarlo e rigirarlo, sentire lo spessore, il montante e la resa.
Insomma sono il tipo “se non vedo non credo” per quanto riguarda questo
argomento!
Per gli articoli di merceria il discorso è uguale: ho alcuni negozi di fiducia a cui mi affido.

Dai tuoi post traspare questa voglia di entrare in contatto con chi ti segue. Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi legge e compra i tuoi prodotti?

I social hanno aperto a CreatoaManu un mondo nuovo di opportunità che pensavo non potessero offrire.
Dopo un inizio un po’ “timido” in cui non osavo pubblicare molti post per paura che non piacessero i miei lavori, ho capito di dover essere orgogliosa di quello che faccio e così mi sono lasciata andare senza paura.
Soprattutto su Instagram ho avuto l’opportunità di conoscere clienti fantastiche, con alcune delle quali mi sento abitualmente, essendosi instaurato un rapporto di amicizia!
Interagisco abbastanza sui social cercando di coinvolgere chi mi segue nella scelta dei miei prossimi progetti attraverso sondaggi e pareri, o presentando un capo raccontandone la storia.
È proprio vero che, se usati bene, questi strumenti di comunicazione possono essere  potentissimi.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Il consiglio che posso dare a chi ha deciso di intraprendere questa avventura (anche se avrei ancora bisogno io di consigli!) è di non lasciarsi condizionare troppo dai consigli altrui! Seguite l’istinto!
Essendo una passione creativa non ci sono idee giuste o sbagliate ma solo da sperimentare! Quindi provare provare provare sempre cose nuove per capire lo stile e il gusto che vi contraddistingue!

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Ho una cerchia di amiche sarte che non cambierei per niente al mondo!
Eravamo le cinque ragazze più giovani della sartoria in cui lavoravamo e ci siamo unite in modo smisurato! Ora abbiamo preso  strade diverse ma ogni volta che ci troviamo per una cena ci confrontiamo, ci scambiamo consigli su come realizzare i cartamodelli e sogniamo sempre di aprire una sartoria tutte insieme!
Il rapporto tra donne può essere una delle cose migliori al mondo quando è puro,senza pregiudizio né gelosie inutili.

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

Ci sono diversi capi che ho realizzato a cui sono legata, come la prima gonna a trapezio che ho cucito con mia nonna.
Quel pezzo mi ha dato la conferma di voler iniziare la scuola di cucito.
Ma l’abito più importante è quello realizzato con la mia amica sarta Luisa (una “zia/amica/confidente”) da sposa, per il mio matrimonio.
È stata una meravigliosa avventura: dall’acquisto della stoffa, al perfezionamento del modello.
Veniva realizzato nei ritagli di tempo che avevo dal creare vestiti altrui e gli appuntamenti per cucire l’abito da sposa erano l’occasione per due confidenze e una tisana con Luisa.
L’emozione che ho provato nel vedere le espressioni di mia nonna, mia mamma e della mia amica Giulia alla prova dell’abito guardandolo indossato, mi ha riempito il cuore di orgoglio.
Ogni abito ha una storia e poterla raccontare è la soddisfazione più grande per una sarta come me!

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