Le interviste

A tu per tu con la sarta che vuole portare allegria…

Abbiamo fatto qualche domanda a Valeria, protagonista della settimana di donneinstoffa con il suo “Arte da Marte”. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei? Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Ciao, sono Valeria, sono un architetto e una creativa . Vivo e lavoro a Parigi ormai da parecchi anni e qui è nata “Arte da Marte”, un universo unico, nel quale personaggi e oggetti ricamati si animano su giacche e borse per rendere le giornate di tutti un po’ più speciali e spensierate. 

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Fin da piccola mi è sempre piaciuto disegnare, costruire e creare. Sono una persona molto curiosa e ho sperimentato tantissime tecniche del “fai-da-te”. Ho sempre sognato di poter far diventare questa mia passione una parte della mia vita. Il nome “Arte da Marte” è nato nel 2018, ma è solo recentemente, in questo anno particolare e difficile per tutti noi, che ho avuto l’occasione di sviluppare le mie attività. Il nome, oltre ad avere al suo interno una piacevole assonanza, vuole riflettere un po’ la mia personalità ed esperienza di vita: tanti Paesi diversi in cui ho vissuto, la passione per l’arte atigianale ed i viaggi.  

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Forse convincere le persone attorno che per me “Arte da Marte” è davvero qualcosa in cui credo e in cui voglio investire. E’ nata come un gioco, ma per me è un gioco serio. Mi diverte, mi occupa, mi stimola. 

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

Realizzo accessori con stoffe e fili colorati. L’oggetto principale della produzione sono le mie spille e i vari tipi e colori di fili sono sicuramente i protagonisti. Sono ricamate a mano con la tecnica americana del needle punch, usata di solito per oggetti in tessuto di grande dimensione, come tappeti o cuscini. Io ho una scala di applicazione molto più piccola, sulla quale cerco di aggiungere più dettagli possibile. Sono quindi sempre alla ricerca del filo di colore mancante per la sfumatura perfetta. 

Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi ti segue e compra i tuoi prodotti?

Molto. Finora le persone che hanno acquistato le spille di “Arte da Marte” sono rimaste molto contente e sono loro le prime a voler condividere con me il loro nuovo look. 

Rendere i clienti soddisfatti è la cosa che mi fa più piacere. Spesso creo la spilla insieme alla persona che mi contatta, per riprodurre con la maggiore precisione l’oggetto della richiesta. Inoltre, la mia clientela è molto varia perché le spille possono essere indossate in infiniti modi e occasioni: dalla decorazione su cappellini, borse, tasche, parei alla giacca personalizzata, passando per i body per bambini con le mie spille “baby friendly” (una molletta di legno al posto della spilla metallica). A volte scopro insieme ai clienti dei nuovi perfetti usi, ed è bello poter reinventarsi ogni giorno.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Secondo me avere uno sfogo creativo è molto importante e gratificante. Consiglio a tutti, grandi e piccoli, di sviluppare la creatività, alimentarla e sfoggiarla. Se il risultato non è inizialmente perfetto, non importa; provando e riprovando vedrete le vostre idee prendere forma e sono sicura che vi sentirete felici. Lanciatevi nel vortice, ne vale la pena. 

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Sui social c’è una importante rete di supporto dell’artigianato, soprattutto femminile, a cui cerco sempre di partecipare. Ci sono tantissime creatrici da scoprire e con cui aiutarsi a vicenda. Mi piacerebbe un giorno anche poter realizzare un prodotto collaborativo, unendo magari più tecniche e specialità per un risultato innovativo. Chissà, sarà un progetto per il 2021?

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante. 

Le idee migliori nascono proprio dall’interazione con i clienti. Ed è cosi che ebbi una prima richiesta di trasformare un cagnolino di una cliente in spilla. Da questa prima creazione, ne seguirono molte altre. Realizzare un soggetto che sta particolarmente a cuore a qualcuno rende l’oggetto ancora più speciale. Come realizzo queste personalizzazioni? Il cliente mi manda le foto del cucciolo e, prima di passare all’opera, creo una tavola di progetto, con la quale propongo alla persona, la forma, le stoffe e i fili che userò. Dopo essersi confrontati si arriva al progetto definitivo e inizio la creazione. Queste tavole, che servono un po’ da brain storming, sono poi un bel biglietto da visita dell’opera e un bel ricordo per me. 

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