Le interviste

A tu per tu con le artigiane nate sotto il segno della Vergine…

Abbiamo raccolto le parole di Giulia e Susanna, protagoniste della settimana di donneinstoffa, in un’intervista. Curiosi di sapere cosa ci hanno raccontato di loro e del loro progetto? Buona lettura!

Chi siete? Qualche parola per descrivervi.

Siamo Giulia e Susanna, due amiche torinesi nate sotto il segno della Vergine a un giorno di distanza.
Siamo unite dalla stessa passione: circondarci di oggetti per coltivare il nostro benessere.

Siamo sognatrici, appassionate e ambiziose, piene di entusiasmo.

Crediamo nel potere del sorriso, nel profumo di curry, negli smørrebrød al salmone e nel vino rosso. Le nostre ispirazioni nascono da cose semplici: un mazzo di peonie ed eucalipto sul tavolo della nonna, un nuovo profumo di limone e vaniglia comprato a Scicli, lucine di Natale sempre ed ovunque, la sensazione delle lenzuola pulite sulla pelle ed il benessere del primo sole che scalda le ossa. Siamo viaggiatrici curiosecon l’Asia nel cuore e uno zaino in spalla, alla ricerca di sorrisi, di storie da ascoltare, di ashram e di mercati. Crediamo nel destino, ma ancora di più nel coraggio del cambiamento. Siamo nate creando gioielli handmade nel 2015, prima con minuteria di ferramenta, poi con acciaio inox e pietre fino al 2020 che abbiamo aperto il nostro V17 Concept Lab. Nasce nel 2020, 4 anni dopo la nascita del nostro brand di gioielli. V17 Concept Lab è un piccolo negozio a Torinoe insieme un laboratorio di gioielli artigianali: uno spazio dove ci si sente a casa, con colori avvolgenti, una tazza di tè o un bicchiere di vino sempre a disposizione, mazzi di fiori freschi e prodotti scelti con cura e ricercatezza. Poniamo attenzione all’artigianalitàe all’unicità di persone che amano e credono nella loro arte e passione. All’interno di V17 Concept Lab ci sono gioielli, fiori, abbigliamento, candele, oggetti per la casa, con un unico obiettivo: circondarsi di benessere. Abbiamo unito i nostri gioielli a prodotti che rispecchiano il nostro stile di vita fatto di sorrisi, condivisione, il piacere del bello e del buono, credendo nella gioia delle piccole cose: il profumo dei dolcetti alle mandorle, il sale sulla pelle dopo una nuotata, lo schiudersi di un fiore, l’alternanza dei colori del cielo e la sensazione della neve sulla punta del naso.

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Siamo sempre state appassionate di lavori manuali fin da piccole, questo ha aiutato molto a sviluppare la nostra manualità e la nostra creatività.

Tutto è iniziato venerdì 17 luglio 2015 (e da qui che nasce il nome del nostro brand: V17), quell’estate ci eravamo create dei bracciali con le rondelle di ferramenta e pezzi di stoffa e tutte le nostre amiche che le vedevano ne volevano uno, quindi da lì ci è scattata l’idea di iniziare a creare qualcosa insieme.

Avevamo entrambe un lavoro a tempo indeterminato quindi sarebbe stato solo il nostro “gioco” del week end, ma piano piano diventava una realtà concreta, perché noi inconsciamente lo trattavamo come un lavoro a tutti gli effetti.

Abbiamo registrato subito il marchio, abbiamo investito per creare un logo, un bel sito web, un e-commerce e abbiamo iniziato a girare i vari mercati handmade in Italia.

Dopo qualche anno, passato a lavorare quasi tutti i week end e in alcuni periodi anche la sera, abbiamo capito che V17 non era più solo un gioco ma la nostra vocazione, ovvero ciò che volevamo fare nella nostra vita a tempo pieno.

Se doveste guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Il momento più duro è stato senza dubbio l’anno in cui dovevamo prendere la decisione di lasciare i nostri lavori per iniziare a trasformare il nostro sogno in realtà.

Abbiamo iniziato entrambe due percorsi con due life coach separate per conoscerci un pò di più e per capire se davvero V17 sarebbe stata la nostra strada. Anche se le risposte le avevamo già dentro di noi, fino al punto che ci siamo messe una data dove o decidevamo di lasciare il nostro lavoro oppure avremmo chiuso per sempre V17. Due settimane dopo, abbiamo trovato un negozio con un soppalco, con un affitto sostenibile….la settimana successiva abbiamo dato entrambe le nostre dimissioni. Non è stato semplice, ma sapevamo che dovevamo passare da quell’incertezza, da quella paura, da quelle sensazioni negative per potere poi gioire a cuore pieno dopo.

Quanto pensate sia importante instaurare un rapporto con chi vi segue e compra i vostri prodotti?

È fondamentale creare una propria community per poter scambiare idee, valori, sensazioni ma sicuramente non è un percorso facile e veloce. Ci eravamo già accorte che il minimo comune denominatore delle nostre clienti era quello di essere persone meravigliose, con cui al di là che acquistassero da noi, avevamo davvero piacere di conoscerle di persona, di vedere i loro sorrisi e di sentire la loro voce, ecco perché non avevamo dubbi sul fatto che volevamo aprire un negozio fisico. Anche se l’anno 2020 come sappiamo ha fatto slittare la visione dei sorrisi per colpa della mascherina, siamo contente perché anche solo quando rispondiamo ai messaggi o le serviamo in negozio riusciamo ad instaurare subito una complicità.

Che consiglio dareste alle donne che hanno la vostra stessa passione?

Sicuramente quello di aspettare un po’ per conoscere prima di tutto se stesse, capire davvero il proprio talento e se dopo una pianificazione viene fuori che è tutto realizzabile e monetizzabile il coraggio viene fuori da solo. La frase in cui ci troviamo moltissimo è “Quando il perché è forte, il come si trova sempre”, e adesso che abbiamo fatto il salto possiamo dire che è veramente così!

Collaborate con altre donne che hanno un’attività simile alla vostra? Quanto pensate sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Al momento collaboriamo con qualche negozio che rivende i nostri gioielli e abbiamo iniziato delle collaborazioni con artigiane per rivendere i loro prodotti.

Ci piacerebbe moltissimo con il tempo creare una bella rete di donne artigiane.

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