Le interviste

A tu per tu con le sarte perfezioniste…

Abbiamo fatto qualche domanda a Greta e Chiara, protagoniste della settimana di donneinstoffa con il loro progetto. Curiosi di sapere cosa ci hanno raccontato di loro? Buona lettura!

Chi siete? Qualche parola per descrivervi.

Siamo Chiara e Greta , due donne di due generazioni diverse, mamma e figlia, determinate e perfezioniste, ci siamo messe in gioco per creare qualcosa di nuovo nella nostra città. Abbiamo una sartoria di nome zagara bottega sartoriale in centro a Varese dove realizziamo su misura da donna e rimesse a modello di capi del passato, ci teniamo molto alla moda sostenibile.                                                                        

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Ci sono delle circostanze nella vita, dove si capisce che è il momento per qualcosa di speciale, per Chiara è stato l’incontro con una persona buona che l’ha presa sotto la sua ala per imparare il mestiere, per Greta è stato crescere con una mamma che adorava il suo lavoro di sarta. Quando Greta è cresciuta, dopo gli studi specialistici, ha chiesto a sua madre se voleva seguirla in questa avventura e lei ha detto si.

Guardando indietro, qual è stato il momento più duro?

Sicuramente l’apprendistato, i primi approcci al lavoro di tutte e due sono stati duri, prima negli anni ’80 e poi nel 2017 abbiamo affrontato il pregiudizio della gente verso la giovane età, questo ci ha inizialmente reso fragili ed emotive, ma in un secondo momento è diventata la nostra forza.

Come scegliete tessuti e materie prime per le vostre creazioni?

Per noi i tessuti sono fondamentali, se si vuole ottenere il risultato voluto bisogna avere a disposizione le materie prime adatte, siamo sempre alla ricerca di tessuti naturali e unici, soprattutto nelle fantasie e cerchiamo di rendere partecipi le clienti accompagnandole nella ricerca.

Quanto pensate sia importante instaurare un rapporto con chi vi segue e compra i vostri prodotti?

La conoscenza deve essere reciproca, perché come artigiane ogni nostro capo è un pezzetto di noi che diamo ad un’altra persona, prima di realizzare un abito su misura facciamo sempre un incontro per compilare una scheda cliente, così da conoscere le misure e i gusti, ma soprattutto le fragilità e le forze così da accentuarle al meglio.

Che consiglio dareste alle donne che hanno la vostra stessa passione?

La cosa migliore è sperimentare, darsi la possibilità di conoscersi, attraverso il lavoro e di capire quale campo si più giusto per noi, dove siamo più portati, lasciare libero sfogo alla propria fantasia e non omologarsi a nessuno.

Collaborate con altre donne che hanno un’attività simile alla vostra? Quanto pensate sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Sin dall’ inizio abbiamo cercato pareri da altre donne artigiane anche perché siamo certe che lo scambio di esperienze e di tecniche ci rendano più sicure nell’agire in campi meno conosciuti, durante il Lockdown di aprile abbiamo creato un vero e proprio gruppo di una decina di ragazze dove ci confrontiamo e creiamo (ogni tanto) campagne di sensibilizzazione in campi di artigianato ecologico.

C’è una creazione alla quale siete particolarmente legate? Magari perché l’avete realizzata in un periodo particolare della vostra vita o perché a ispirarvi è stata una persona per voi importante.

Tutte le nostre creazioni nascono da una relazione e conoscenza profonda delle nostre clienti, quindi tutte speciali, ma sicuramente i viaggi più emozionanti sono quelli con le spose e il nostro primo abito da sposa è stato realizzato per una cara amica, con lei è stata un avventura magnifica, abbiamo coronato insieme il suo sogno e ci ha confermato che questo mestiere ci appartiene, da quel momento non ci siamo più fermate.

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