Le interviste

A tu per tu con la creativa che ha creduto nelle sue potenzialità

Abbiamo fatto qualche domanda a Francesca, protagonista della settimana di donneinstoffa con il progetto “Frastileandmore”. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei? Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Mi chiamo Francesca sono una Fashion Designer con alle spalle una formazione artistica. Ho lavorato per tanti anni come stilista per una grande azienda di moda e in seguito come docente di “Tecnologia Tessile” in un istituto superiore ad indirizzo “moda”. Il mondo dell’insegnamento mi ha appassionata fin da subito, spingendomi ad investire nuovamente sulla mia formazione. Ho conseguito l’ennesimo diploma, frequentando allo stesso tempo anche l’università. Poi un cambio di programma improvviso ha dato una svolta alla mia strada, portandomi finalmente a puntare su me stessa, sui miei sogni e le mie potenzialità. Nel  frattempo sono anche mamma di una piccolina a cui spero di tramandare l’espressione attraverso la creatività.

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Fin da piccola ho sempre avuto l’esigenza di creare con le mie mani quello che mi passava per la testa. Nel mio progetto Frastileandmore realizzo accessori quali borse, pochette e zaini, progettandoli, dipingendoli e a volte ricamandoli, tutto rigorosamente a mano. Questa è stata l’evoluzione di un gioco iniziato da una t-shirt ricamata a mano per un’amica (che realizzo tutt’ora insieme ai body bebè) per poi sfociare in qualcosa di più grande che spero possa mutare ancora.

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Cominciare, trovare la mia strada. Ci sto ancora lavorando in effetti ma sono a buon punto.

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

Questo è un aspetto molto importante del mio lavoro, presto parecchia attenzione nel prediligere sempre la qualità alla quantità. Inoltre credo molto nel recycling per evitare gli sprechi e inquinamento. Acquisto quasi sempre dalle forniture che le aziende non ritengono più necessarie per i bassi quantitativi. Stesso discorso vale anche la vera pelle.

Inoltre tutto il packaging è riciclabile e naturale, non uso plastica tranne per l’involucro esterno (per evitare che si possa eventualmente bagnare nel trasporto).

Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi ti segue e compra i tuoi prodotti?

È importantissimo, il legame e il confronto sono la base dei rapporti ed è questo che si viene a creare con lo spettatore e potenziale cliente. Ho avuto la fortuna di conoscere persone speciali con le quali si è instaurato un rapporto più profondo.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Di non abbattersi, ma di buttare letteralmente fuori tutto il proprio potenziale, attraverso i mezzi che si preferiscono. Pur avendo creato una piccolissima realtà, non potrei essere più felice di godere della soddisfazione del mio lavoro.

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Al momento non ancora, ma sarebbe davvero d’ispirazione. Seguo tante donne che ammiro dal profondo per il loro lavoro ed i loro successi.

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

Sono molto legata ad ogni mia creazione, in quanto non esistono copie, sono tutti modelli unici ed esclusivi.

In particolare però sono molto legata ad uno zaino, è stata una sfida che mi ero posta, uscire dalla mia confort zone per provare ad approcciarmi con un altro stile che ho sempre adorato. Sono riuscita a realizzarlo proprio come volevo e nel mio shop non è durato più di un giorno per la mia felicità.

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