Le interviste

A tu per tu con la creativa che vive per la moda

Abbiamo fatto qualche domanda a Roberta, protagonista della settimana di donneinstoffa con il suo “ECLèCKTICA”. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei e del suo progetto? Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Mi chiamo Roberta Redaelli. Sono una stilista e soprattutto una creativa. Mi definisco uno spirito libero che vive di moda, arte e bellezza.

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

L’amore per l’handmade e la sartorialità nasce fin da bambina quando i miei genitori mi regalarono un piccolo telaio e iniziai a creare i miei primi tessuti ed abiti per le bambole. Da subito sono stata ammaliata da questo mondo e ho capito che poteva diventare la mia strada. Così una volta terminati gli studi alla scuola d’arte mi sono buttata nel mondo del tessile come disegnatrice di tessuti. È stato un passaggio fondamentale per quello che è il mio lavoro oggi. Mi ha portato a conoscere i tessuti, le loro peculiarità, le modalità di lavorazione di ognuno. Dopo qualche anno di gavetta ho deciso di aprire il mio brand per dare vita a quella che è la mia visione del fashion e creare qualcosa di speciale per le donne fatto dalle donne.

È stato l’inizio di una grande avventura che mi regala ancora oggi grandissime soddisfazioni.

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Sicuramente il momento più duro è stato l’inizio. Quando sei giovanissima hai tante speranze e tante idee ma devi lottare per realizzarle e andare anche contro tutto e tutti se necessario. Credi ciecamente in quello che vuoi fare ma non sai se sarà la strada giusta quindi ti rimbocchi le maniche e vai dritto per la tua strada mettendoci anima e corpo in attesa dei primi risultati. Quando poi arrivano, la soddisfazione è immensa ma sai che non ti puoi adagiare e che dovrai continuare a superare te stessa per dare sempre il meglio e creare sempre qualcosa di nuovo in grado di stupire e di rispondere ai bisogni delle tue clienti ancora prima che si manifestino.

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

Creo personalmente i tessuti per le mie collezioni. L’iter di lavorazione del mio prodotto è particolare e ne curo l’intera filiera produttiva. Scelgo un tema di collezione, creo i disegni di stampa inediti, definisco la palette colori e con questa scelgo i diversi filati che voglio usare. Quando ho scelto i filati progetto e realizzo i tessuti uniti e gli jacquard.

A volte unisco ad essi dei tessuti già pronti ma si tratta sempre di materiali tecnici o innovativi che mi consentono di sperimentare nuove combinazioni e nuovi percorsi creativi.

Poter creare i miei tessuti e i miei disegni di stampa mi permette la massima libertà creativa e la possibilità di offrire alle mie clienti qualcosa di unico che sul mercato non troveranno. E mi permette di poter disegnare e realizzare i miei modelli sapendo che verranno esattamente come me li sono immaginata.

Dai tuoi post traspare questa voglia di entrare in contatto con chi ti segue. Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi legge e compra i tuoi prodotti?

Per me il rapporto con le mie clienti e con i miei follower è fondamentale, sono la mia linfa vitale. Lo scambio che si crea è molto importante perché mi offre sempre stimoli nuovi a superarmi e mi consente di capire in che direzione si muove il mercato e il mondo della moda a livello reale e tangibile. I creativi di oggi spesso presentano collezioni che hanno l’unico obiettivo di stupire ma che all’atto pratico non sono funzionali o mettibili se non sei un’icona come Lady Gaga. Io voglio creare capi che stupiscono, emozionano, che si distinguono ma siano al contempo estremamente versatili e pratici per essere usati tutti i giorni dall’ufficio alla cena glamour con le amiche.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Alle ragazze, alle donne che hanno questa passione il consiglio che mi sento di dare è seguite con tenacia i vostri sogni, siate fedeli a voi stesse e alle vostre idee e non guardate mai cosa fanno gli altri, sarebbe il primo passo verso l’omologazione e l’omologazione è nemica della creatività e della genialità.

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Grazie per questa domanda, tocca un tema che mi sta molto a cuore. Il mio team aziendale è tutto femminile. C’è questa credenza che le donne siano incapaci di fare squadra perché guidate da gelosie e rivalità ma non è vero, basta scegliere le persone giuste che condividono la tua visione e credono nel tuo progetto.

Noi donne abbiamo una forza infinita e una sensibilità verso il mondo che è una risorsa pazzesca a cui attingere.

Per questo anche le mie collaborazioni esterne in genere sono tutte al femminile, perché amo le donne forti, audaci che si sono fatte da sole e non hanno paura di farsi strada in un mondo ancora prevalentemente maschile.

Fare rete per me è fondamentale, se le donne si uniscono possono creare cose grandiose e oggi il Made in Italy ne ha bisogno per riportare sulla scena internazionale la sua tradizione e il suo saper fare.

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

Non c’è una creazione in particolare a cui sono legata. Per me ogni collezione, ogni capo che creo è speciale ed unico perché rispecchia il mio modo di vedere la moda e la donna in quel momento. Ogni cosa che progetto e realizzo rappresenta il mio essere e il mio sentire in un determinato periodo della mia vita. Mi lascio ispirare da un viaggio, dal mondo dell’arte, da qualcosa che ha catturato la mia attenzione e mi ha trasmesso un’emozione.

Il mondo è la tavolozza da cui attingo i colori.

Sicuramente le cose che amo di più creare sono le giacche che rappresentano il cardine delle mie collezioni e sono realizzate nel mio tessuto in maglia lavorato con un processo innovativo di lavorazione chiamato DINAMI-TECS per il quale ho presentato un brevetto. Ma amo molto anche creare gli abiti da sera. Per me la donna deve essere sempre femminile ma con carattere e uno stile unico, e queste due tipologie di capi mi permettono di esprimermi al meglio.

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