Le interviste

A tu per tu con la creativa con l’Islanda nel cuore…

Abbiamo fatto qualche domanda ad Ambra, protagonista della settimana di donneinstoffa con il suo “Adelaide 1931”. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei? Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Ciao a tutti sono Ambra amo l’artigianato, i tessuti e le macchine da cucire.

Vivo in Friuli Venezia Giulia dove da un anno ho aperto il mio laboratorio di abbigliamento artigianale Adelaide 1931. Realizzo gli abiti interamente io, dall’idea alla produzione fino alla vendita. Mi piace sia la parte creativa del mio lavoro che l’incontro diretto con le clienti, è importantissimo per me conoscere e capire le donne che vestono i miei capi.

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

La mia passione per il fatto a mano è nato senza dubbio dopo l’università, quando vivevo in Islanda. In questo territorio, infatti, ho potuto capire l’importanza e il dono di creare qualcosa con le proprie mani e di rispettare l’ambiente intorno a noi in cui siamo ospiti.

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Il momento più duro è stato quando ho fatto il passaggio da dipendente ad autonoma. E’ stato difficile a livello mentale ma molto appagante a livello professionale e creativo. 

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

  Senza dubbio il mio primo pensiero è stato di voler creare un marchio di abbigliamento artigianale ed etico. Da qui è stato naturale per me scegliere di utilizzare materie prime già presenti sul mercato per salvaguardare l’ambiente.

Dopo aver lavorato alcuni anni nel settore moda ho potuto constatare l’enorme quantità di tessuti di giacenza che rimangono inutilizzati nei magazzini. Una quantità folle dovuta a calcoli in eccedenza nelle produzioni industriali. Le stoffe che uso per i miei capi sono eccedenze di aziende tessili che producono in Italia. Tessuti di ottima qualità che rimarrebbero inutilizzati e a cui voglio dare vita attraverso i miei modelli di abbigliamento.

Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi ti segue e compra i tuoi prodotti?

Importantissimo. Come accennavo prima per me è fondamentale. E’ una delle ragioni per cui non vendo ai negozi i miei prodotti ma direttamente alle mie clienti. E’ uno scambio continuo e quando loro mi mandano le foto e vedo i miei abiti indossati da loro non c’è gratificazione più grande. Sono felicissima.

Mi piace anche coinvolgere le persone che mi seguono su Instagram condividendo le immagini anche con loro. Cerco, infatti, di essere molto attiva sui social in particolar modo su Instagram. Utilizzo la mia pagina adelaide1931_handmade per mostare i nuovi capi, coinvolgere chi mi segue chiedendo le loro opinioni e spesso concludo anche delle vendite.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Consiglio di continuare a credere nella loro passione ma soprattutto a credere in se stesse. Cosa molto importante che purtroppo non ci viene insegnata a scuola.

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Condivido un temporary shop a Cividale del Friuli in alcuni mesi dell’anno. Il progetto si chiama Mada ed è una rete di creative del territorio nato per promuovere appunto l’artigianato e le donne. Un bellissimo progetto dove ho potuto confrontarmi con altre artigiane e da dove nascono continuamente collaborazioni e scambi.

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

Il capo Adelaide 1931 che mi rappresenta di più e a cui sono piu affezionata è senza dubbio il pantalone Laguna Ghiacciata. Questo pantalone oltre ad avere delle linee geometriche che mi piacciono molto è anche legato ad una storia personale a cui tengo molto. Le linee nette che lo contraddistinguono, infatti, prendono ispirazione dalla laguna glaciale di Jökulsárlón in Islanda, terra dove ho vissuto per alcuni mesi diversi anni fa e luogo a cui sono tuttora particolarmente legata. Ho sempre avuto una passione per i territori del nord Europa e credo che questo influenzi molto lo stile di Adelaide 1931.

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