Le interviste

A tu per tu con la ragazza che vive per l’arte…

Abbiamo fatto qualche domanda a Linda, protagonista della settimana di donneinstoffa con il suo progetto “Molnar Couture”. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei? Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Mi chiamo Linda, ho 26 anni e abito a Riccione . Amo l’arte, la creatività e viaggiare, senza non potrei vivere. Vorrei vedere e conoscere il più possibile di questo bellissimo pianeta .

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Sono sempre stata appassionata di moda e di tessuti fin da bambina. Mi piaceva creare abiti con gli scarti di tessuto che mi davano mia nonna e mia zia, facevo addirittura delle vere e proprie sfilate in casa. Quando è giunta l’ora di scegliere quale liceo frequentare ero sicura che avrei intrapreso un percorso artistico. Sono sempre stata molto creativa e appassionata all’arte, così, dato il mio interesse per lo stile, mi sono specializzata nel campo della moda. Appena ho imparato a cucire, la prima idea è stata realizzare abiti per me che avrei indossato per uscire, o per occasioni importanti piuttosto che comprarli in negozio; volevo indossare qualcosa di unico e di qualità. All’epoca, nei ritagli di tempo, per poter realizzare i miei capi, mi affidati all’aiuto di mia zia che in passato era stata sarta.

Il mio desiderio era fare la stilista ( sì, perché faceva “figo” e gli altri settori attinenti alla moda erano troppo complessi) così, dopo aver concluso il liceo, mi sono iscritta al corso triennale completo della Secoli Next Fashion School di Bologna. Lì ho imparato tantissimo, è stata una scuola che mi ha fatto capire che forse anche fare la modellista non era poi così male, infatti, poi ho trovato subito lavoro in azienda, come modellista cad. Durante gli anni passati in azienda, sentivo sempre che quel mondo non mi apparteneva, avevo bisogno di ritornare alla mia creatività, alla vera me . Così, scherzando tra colleghe, è venuto fuori l’argomento di creare una linea artigianale e pensandoci bene mi sono detta: “ Perché no? Ho passato anni a studiare e praticare nel settore moda, perché non posso provarci anche io? ”. Da quel momento, nel fine settimana circa 2 anni fa, ho iniziato a fare qualche schizzo e a creare gli abiti che sono presenti sulla mia pagina Instagram. Da un lato la situazione del corona virus mi ha “aiutato”, perché mi ha permesso di farmi conoscere di più, avendo più tempo per creare altri abiti. Inoltre, mi ha reso sempre più consapevole che questo è veramente il lavoro che vorrei fare. Fortunatamente il laboratorio ce l’ho in casa dei miei nonni che abitano sopra il mio appartamento, così ho sempre potuto portare avanti la linea durante la quarantena. 

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Il momento più duro è stato lavorare 5 giorni su 7 in azienda e dedicare il weekend a realizzare i capi per la linea. Non è stato semplice, non avevo mai tempo per staccare e rilassarmi dalla routine, la passione e la determinazione mi portava a rinunciare a gran parte del mio tempo libero. A volte mi dicevo di lasciar perdere, che non sarei riuscita. Ancora il dubbio ce l’ho, non è facile. L’unica cosa che mi sento di fare, è dare tutta me stessa, sperare tutti i giorni che si realizzi la mia passione così che diventi il mio unico lavoro.

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

I tessuti li prendo un po’ dove capita, a volte in dei mercati e a volte in negozio. Spesso sono scampoli che trovo in qualche bancarella i quali mi colpiscono e li compro senza pensare a quello che poi farò. In futuro, appena avrò più tempo e possibilità di andare presso negozi di tessuti, vorrei strutturare meglio questa ricerca, per fare una cosa più lineare. Una cosa interessante che mi piacerebbe ripetere appena sarà possibile, è dedicare una parte della mia collezione a tessuti di altri paesi. Ho fatto un viaggio in Thailandia l’anno scorso e ho comprato presso un mercatino locale, i loro tessuti. È stata un’ esperienza bellissima, e mi ha dato la possibilità di poter creare con tessuti tipici orientali dei modelli occidentali. Questa idea l’ho portata avanti anche grazie a un viaggio in India, novembre scorso, ricordo che appena potevo mi fermavo a comprare qualche scampolo di tessuto del posto. 

In genere, prediligo tessuti naturali, però se c’è una stampa che mi fa impazzire, la compro ugualmente. Cerco di evitare se possibile, però in casi in cui un determinato capo necessita di un tipo di tessuto elasticizzato, allora sono più motivata a comprarlo. 

Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi ti segue e compra i tuoi prodotti?

È fondamentale, infatti sto cercando di dedicare del tempo anche nel farmi conoscere e far vedere cosa faccio durante il giorno. Penso che sia necessario instaurare una relazione empatica. Sebbene sia molto timida inizialmente quando mi approccio ad una nuova conoscenza, questo lato del mio carattere l’ho dovuto smussare con il mondo dei social, perché altrimenti rimanevo sempre chiusa nel mio, senza mai far vedere chi sono realmente. 

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Il mio consiglio è di non fermarsi mai, mai, mai! Se avete studiato nel settore, ma non avete trovato lavoro nell’ambiente, o non avete trovato quello che desideravate all’interno di un’ azienda di moda, non accantonate mai quello che avete imparato. Se io non avessi sempre continuato a cucire mi sarei dimenticata tutto quello che avevo imparato a scuola e durante questi anni. 

 Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Al momento no, però sarebbe interessante collaborare. Penso sia sempre bello confrontarsi e aiutarsi. Spesso, infatti, mi sento con altre ragazze che lavorano con l’ handmade ed è davvero stimolante.

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

Tra le mie creazioni quella a cui sono più legata è il crop top AZALEA. Penso che sia il capo che più mi appartiene, come stile. Lo sento mio perché è unico e non ne ho mai visti altri con gli stessi dettagli, in particolare per i tagli sul dietro. È comodissimo, non c’è bisogno di portare il reggiseno perché sostiene perfettamente tutto come un vero e proprio top sportivo. Essendo un capo presente in diverse varianti di tessuto e colore, personalmente se ne potrebbe avere più di uno. Magari uno in tinta unita e uno a fantasia, non annoia mai, è comodo e versatile e si può indossare con moltissimi indumenti esempio: jeans, pantaloni e gonne. In un tessuto di lycra potrebbe addirittura diventare il pezzo sopra di un costume. 

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