Le interviste

A tu per tu con la sarta che nel periodo più buio ha trovato la sua luce…

Abbiamo fatto qualche domanda a Giulia, protagonista della settimana di donneinstoffa con il suo “Filo blu”. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei? Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Ciao a tutti!

sono Giulia, ho 32 anni e sono di Augusta, un piccolo isolotto nella provincia di Siracusa.

Mi reputo un’artista, perchè mi rendo conto di avere una particolare abilità manuale.

Per qualche anno, infatti, sono stata un’artista di strada, cioè giravo in lungo e in largo la mia Sicilia, facendo mercatini, eventi e fiere!

Sempre affascinata dal mondo esterno, girando in tutta Italia, prendevo spunto da qualsiasi cosa che mi solleticava un’idea, e subito sperimentavo e creavo.

Poi un giorno, come per magia, facendo casualmente un colloquio, sono riuscita ad avere una meravigliosa formazione sartoriale all’interno  di Dolce e Gabbana.

 E da lì scoppiò il mio amore per le stoffe e la sartoria!

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Grazie alle mie esperienze nelle grandi aziende di moda, sono diventata una sarta campionarista, creando abiti per spot e sfilate, un amore lungo 7 anni.

Avendo la tecnica tra le mani, nei ritagli di tempo, finalmente riuscivo a creare qualcosa anche per me.

Durante il famoso lockdown,finalmente ho avuto molto tempo, e l’unico mio svago è stato proprio cucire.

Ho realizzato diversi capi, riuscendo a risollevare le mie giornate.

Alla fine di questo periodo, ho deciso di cambiare vita, lasciare Milano per ritornare nella mia terra!

Grazie ad amici e parenti, ho aperto la mia pagina IL FILO BLU.

Anche se l’ho aperta da pochissimo, ho molte soddisfazioni! Mi auguro di incalzare e riuscire a crescere, ma per ora la mia soddisfazione più grande è farmi conoscere e far conoscere il mio concetto di moda!Offrendo la mia professionalità e facendo divertire la mia community!(parlando ormai in maniera social).

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Il momento più duro è l’inizio… quando devi farti conoscere , e quando ti imbatti in critiche e buchi nell’acqua. Anche agli inizi delle mie fiere erano davvero giornate buie, a volte non riuscivo a vendere nulla!

Ma dentro di me vedevo che ardeva una bella fiamma,bella rossa e accesa, che ho alimentato con tutte le mie forze senza spegnerla mai!

E continuo a fare questo!

Pensando e agendo in positivo!

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

Sono le stoffe che mi fanno l’occhiolino, mi parlano e insieme poi diamo nuova vita.

Giro sempre per trovare nuovi spunti e nuove stoffe, per lo più con stampe e fantasie.

E alcune creazioni sono un insieme di ritagli con cui creo un capo, infatti sono pezzi unici!

Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi ti segue e compra i tuoi prodotti?

 Per me è importantissimo! Ascolto molto la mia community, e spesso parliamo molto confrontandoci su vari aspetti.

Così facendo, riesco a capire meglio ciò che viene più richiesto, ma soprattutto si diventa un fantastico gruppo di “amiche” social.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Consiglio di lanciarsi, di divertirsi, e soprattutto di sperimentare.Nessuno di noi, in nessun campo , ha già la professionalità tra le mani.

Adoro molto i proverbi, infatti dico che gli Antichi avevano sempre ragione!

In questo caso la famosa frase “SBAGLIANDO SI IMPARA” calza a pennello.

Solo sbagliando, riprovando e ascoltando critiche POSITIVE, si può  migliorare.

Quindi: buon lavoro a tutti!!!

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Non ancora, ma spero di riuscire a farlo presto!

E’ molto bello collaborare, l’unione fa la forza, soprattutto tra donne.

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.                  

Avendo la laurea in Fashion Design, disegnavo molto, ma in realtà non mi soddisfava solo la mia idea su carta, avevo necessità di vederla realizzata!

Così tentai di aiutarmi con riviste di cucito, con scarsi risultati. Senza demordere, mi ricordo che osservavo per bene i miei vestiti, e tentavo in qualche modo di riprodurli.

Finchè, proprio per il giorno della mia laurea, con una macchina giocattolo, cucii il mio primo abito, in maglina nera, con pizzo e maniche a pipistrello.

Tecnicamente molto scarso ma esteticamente di gran successo.

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