Le interviste

A tu per tu con la sarta che parla con i tessuti…

Abbiamo fatto qualche domanda a Lucia, protagonista della settimana di donneinstoffa con il suo “Malù”. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei e del suo progetto? Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Mi chiamo Lucia, soprannominata Mamma Lù qualche anno fa. Da Mamma Lù a Malù il passo è breve. Sono una ragioniera che si è reinventata un lavoro quando il mondo del lavoro ha deciso che carriera, matrimonio, famiglia e figli non erano così compatibili.

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Mi sono avvicinata all’handmade nel 2009/2010: periodo folle in cui ho costruito casa con il mio fidanzato, me lo sono sposata e ci ho fatto una figlia. Intanto cambiavo 3 lavori tutti a millemila chilometri di distanza l’uno dall’altro e da casa. Ho iniziato per gioco e perché mi annoiavo a ricamare a punto croce delle cose per la mia piccola… poi un paio di anni dopo ho iniziato a seguire i primi corsi di cucito creativo, di maglia ai ferri, di chiacchierino ad ago e di abbigliamento.  Nel 2014 inizio a seguire il primo corso Sitam di taglio e confezione, nel 2016 ottengo l’abilitazione ad insegnare il metodo e decido di prendere un secondo diploma come modellista. Diploma che arriva nel 2018 con il punteggio di 99/100.

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Il periodo più duro in assoluto è il biennio 2016-2018, quando per conseguire il diploma mi sono iscritta alla Sitam di Padova, fare la pendolare Cardè – Padova con due bambini piccoli (6 e 4 anni), un marito, un laboratorio da avviare e un Labrador cieco ha esaurito forze e pazienza.

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

Adoro gironzolare per i mercati o negozi dove vendono scampoli di tessuto a prezzi ridotti. Sono una compratrice compulsiva di stoffa e lascio che sia poi il tessuto ad ispirarmi i capi da creare. Come se nella sua trama fosse già disegnato il modello da cucire. Cerco di privilegiare i tessuti di origine naturale e mentre gli scelgo tenendoli tra le mani immagino già il processo di creazione di tutto il capo, dal passaggio dei punti molli alle rifiniture che faccio a mano per rispettare la tradizione sartoriale artigianale.

Dai tuoi post traspare questa voglia di entrare in contatto con chi ti segue. Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi legge e compra i tuoi prodotti?

Il contatto umano è fondamentale per svolgere il mio lavoro. Non mi limito a creare capi di abbigliamento o a ripararli, ma insegno anche a cucire a chiunque abbia la voglia e la passione di farlo. Soprattutto con le mie studentesse cerco di instaurare un rapporto cordiale e di complicità in modo da far appassionare anche loro a questo lavoro che amo tanto. Quando devo invece consegnare un capo che ho confezionato io non riesco mai a farlo andare senza aver prima raccontato qualcosa di personale legato al lavoro fatto. Ad esempio, se c’erano i bambini che mi facevano compagnia in laboratorio o che tempo faceva quando ho comprato il tessuto.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Alle donne che hanno la mia stessa passione e che decidono di assecondarla consiglierei di non perdere mai la curiosità… di continuare a cercare tecniche, modelli e tessuti nuovi e di non lasciarsi scoraggiare mai se a volte i risultati non sono quelli sperati. Dovrebbero cercare di cucire sempre con un sorriso di modo che anche il buon umore venga impunturato al capo che stanno confezionando.

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Si, collaboro con una cara amica che ha la passione per tutto ciò che è lavoro a maglia, insieme cerchiamo di fondere le nostre ‘conoscenze’. Stiamo cercando di creare una rete di corsi rivolti a tutte le fasce di età per far sì che la manualità e i lavori artigianali non vengano persi.

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

Sicuramente una delle creazioni a cui tengo di più è il vestito che ho confezionato per sostenere il mio esame da modellista. Mi sono lasciata ispirare da Dior e ho fatto mio il suo concetto di donna fiore. Il mio fiore preferito è la calla, proprio le si trasforma e avvolge il corpo femminile, così che la corolla bianca diventi una seducente gonna e l’inizio del gambo un avvolgente bustino. Ho confezionato questo capo sul manichino, senza pensare ad una modella in particolare, poi quest’estate, un pomeriggio, sono riuscita a farlo indossare a mia sorella ed è stato un momento davvero molto emozionante. Mi sembrava impossibile aver creato un vestito così bello….

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