Le interviste

A tu per tu con la sarta dall’anima colorata

Abbiamo fatto qualche domanda a Tatiana, prima protagonista di donneinstoffa con il nuovo “look”. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei e del suo progetto “Bottegamatan”? Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Sono Tatiana, classe 94’, vivo nell’Alto Bellunese, precisamente in Comelico tra i monti. Adoro la musica, l’arte e chiaramente la moda. Fin da piccola ho stabilito tre strade possibili per la mia persona: avvocato, reporter o stilista. Cosa ho scelto? Ho scelto una “pausa”. Dopo le superiori, infatti, sono andata a fare l’aupair in Francia, poi sono volata a Londra a vivere ed ecco che ho deciso che fare della mia vita: studiare Moda a Milano, però non più fashion design, bensì Sartoria & Modellistica presso l’Istituto di Moda Burgo.

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Mi è sempre piaciuto fare e pasticciare, è sempre stato un modo per sfogarmi silenziosamente. Mi piaceva fare vestiti di stracci alle barbie che coloravo come Hulk e poi cercavo di realizzare un arredamento con i giochi creati da mio padre per la loro casa, ovvero la sedia della mia scrivania, poi mi annoiavo e abbandonavo tutto là. Avevo e ho bisogno di dare voce alla mia anima colorata  e quando ho capito cosa avrebbe fatto coincidere lavoro-passione-salute mentale, ho deciso e sono partita con lo shop online, così un po’ goffamente come lo è ora, anche perchè ho ancora un altro lavoro, ma sono serena e questo è molto importante!

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Per me è ancora tanto dura, ma molto bello ed entusiasmante. Però, se devo proprio scegliere un momento, è quando ho lanciato lo shop, avevo paura, di tutto! Adesso un po’ meno, perchè ho raccolto consenso e soddisfazione.

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

Cerco di usare tessuti italiani naturali, o al massimo artificiali tipo viscosa o tencel. Quando qualche tessuto mi piace e magari è sintetico, tendenzialmente non lo compro. A meno che non mi facciano veramente impazzire. Mi piacerebbe poter lavorare con scarti industriali, vedo che tante ragazze lo fanno, però prima voglio svuotare gli scaffali stracolmi del mio laboratorio.

Dai tuoi post traspare questa voglia di entrare in contatto con chi ti segue. Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi legge e compra i tuoi prodotti?

È importantissimo, io non mi reputo ancora così spontanea, si fa fatica all’inizio a trovare il metodo corretto per coinvolgere il tuo pubblico, però se s’innesca correttamente diventa una bomba meravigliosa!

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Io consiglio sempre di fregarsene e provarci e riprovarci. Se è quello che senti dentro, allora è giusto. Poi, ci sono un sacco di pulzelle là fuori pronte a consigliarti e aiutarti.

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

No, ma mi piacerebbe, tipo con Lidia Mallia, ho una sorta di simpatia platonica nei suoi confronti, nonostante io non la conosca di persona, è un animo molto delicato ed intelligente e sicuramente in futuro le proporrò qualche pazzia, stay tuned Lidia !

Come dicevo prima, siamo tante che proviamo a fare della nostra passione un lavoro, quindi lo considero fondamentale, perchè siamo tutte piccole realtà e condividere le nostre esperienze e “sapienze” aiuta a farle sopravvivere!

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

La mia creazione del cuore è l’ultimo abito che ho realizzato durante il mio percorso scolastico, è l’abito del cambiamento di Tatiana, lo terrò con me per sempre. Anche se all’inizio, dopo il diploma alla Burgo, non trovavo lavoro in nessun atelier o azienda e volevo venderlo ahaha! 

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