Le interviste

A tu per tu con la sarta dolce e romantica…

Abbiamo fatto qualche domanda ad Erica, protagonista della settimana di donneinstoffa con la sua sartoria “Un sogno su misura”. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei? Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Mi chiamo Erica  ho 25 anni, sono una ragazza dolce e molto romantica ma allo stesso tempo esplosiva e con molta voglia di vivere. Il cucito è un elemento fondamentale della mia vita e tramite questo strumento riesco ad esprimere ciò che sono. Nel tempo libero amo fare lunghe passeggiate in montagna… meta preferita il Monviso.

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

La passione nasce al tempo delle scuole superiori. Durante questo periodo mi sono appassionata al cucito e ho deciso di trasformare la passione in lavoro iniziando a cucire in un atelier di abiti da sposa. Per 5 anni ho accompagnato le spose dalla scelta dell’abito fino al loro grande giorno, imparando a cucire abiti su misura con una grande attenzione ai dettagli. Durante questo periodo ho frequentato per 5 anni un’accademia di alta moda e sono diventata modellista.

Ho voluto interrompere il mio percorso in atelier per realizzare un sogno: aprire la mia sartoria. Il 24 febbraio 2018 nasceva “Un sogno su misura”.

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Questo è sicuramente il momento più duro che stiamo vivendo perchè questo virus ci sta tenendo lontane dalle nostre sartorie, ma non dalle nostre macchine da cucire. Ho spostato gli “attrezzi del mestiere” a casa e continuo a cucire per le mie ragazze anche se manca mi manca molto la mia sartoria.

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

Da un anno mi affido ad una azienda che produce tessuti di qualità e molto originali, che mi garantisce l’unicità territoriale delle stoffe così che io possa garantire alle mie clienti l’esclusività dei capi che indossano. Durante questa quarantena è nata una collaborazione con una disegnatrice e una grafica per creare una collezione che verrà cucita con tessuti disegnati ed elaborati da noi.

Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi ti segue e compra i tuoi prodotti?

Con le ragazze che si affidano a me per la creazione di un’ abito nasce una vera e propria amicizia e reputo che questa sia la base del successo della mia sartoria. Spesso i social aiutano le ragazze a conoscermi ma sono sempre stata dell’idea che avere tanto follower non vuol sempre dire avere tanto clienti.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Sicuramente alle ragazze che hanno questa passione consiglio di avere fiducia in se stesse e nelle proprie capacità. Le cose non andranno sempre come si spera ma se trasformate la vostra passione in lavoro sarete felici ogni mattina.

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

In passato ho collaborato con delle sarte e tutt’ora collaboro con delle artigiane per la creazione di nuovi progetti. Lavorare tra donne non è mai facile ma se ognuna dà il massimo so otterranno grandi risultati, gelosie e annessi non fanno per me.

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

Sono sempre stata convinta di essere nata in un epoca “sbagliata”.
Amo vestirmi con abiti lunghi e ingombranti, i saloni sfarzosi e i gran balli e ogni anno per una notte indosso un abito che ho cucito ispirandomi a Maria Antonietta d’Asburgo. Dieci metri di tulle, pizzo ricamato e tessuto damascato sono i principali elementi dell’abito. La sottogonna è imbottita sui fianchi per creare l’effetto del “panier”. Due settimane di lavoro… indossarlo soltanto 8 ore all’anno è davvero troppo poco.

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