Le interviste

A tu per tu con la sarta e il suo dono…

Abbiamo fatto qualche domanda a Marta, protagonista della settimana di donneinstoffa con il suo “PinkNoir”. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei? Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Sono Marta, ho 28 anni e vivo nella bellissima Puglia. Una millennial che sarebbe dovuta nascere nel passato, preferibilmente nei primi anni del ‘900. Sin da piccola ho mostrato il mio interesse per l’Arte, espressa in tutte le sue forme: musica, animazione, disegno e moda ovviamente. Ma il mio non è un semplice voler vestire secondo le tendenze, ma conoscere i segreti e la storia di un capo di abbigliamento.

Ho frequentato una accademia di Moda e ho conseguito i titoli di modellista e stilista, dopo aver frequentato anche il corso di cucito, fondamentale per lavorare in questo settore. Ho svolto varie mansioni per permettermi tale percorso e rifarei tutto altre mille volte.

Adesso mi occupo del brand completamente da sola nel mio laboratorio, un posto piccolo ma felice.

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Una volta diplomata a 19 anni, stavo scegliendo l’indirizzo universitario da intraprendere, ma ero molto indecisa e sentivo che volevo tentare altre strade, insolite per chi ha frequentato il Liceo Classico ma non per questo meno valide. Così ho bussato alla porta di una sartoria maschile storica della mia città e ho chiesto di seguire silenziosamente il loro lavoro. Passavo intere giornate in quel luogo magico,dove regna la lentezza e la bellezza. Purtroppo anche il sarto sosteneva che fossi “troppo intelligente” e dovessi diventare un medico o una insegnante,ma io ho continuato ad osservarlo lavorare finché non raggiunsi la certezza che era quello il mio futuro.

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

In questo campo ci sono spesso momenti duri, perché non ti senti mai abbastanza capace e ti interroghi sempre se il progetto in cui stai investendo te stessa abbia reale concretezza.  Il periodo più difficile è stato quando mesi fa stavo per rinunciare al brand e intraprendere altri lavori, spinta dalle parole di una persona per me importantissima che purtroppo non appoggia in pieno la mia scelta.

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

Ho due fornitori fidati di riferimento che ormai mi conoscono da anni e sanno cosa voglio. Generalmente scelgo tessuti e materie prime di fine serie per dare un contributo alla salvaguardia del pianeta ed evitare sprechi. Dedico intere giornate alla scelta delle stoffe: è cosi piacevole toccare,annusare e osservare stampe e colori. Torno a casa felice per quello che ho acquistato e cerco di far arrivare un pizzico di quella felicità anche alle mie clienti.

Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi ti segue e compra i tuoi prodotti?

È fondamentale: io credo fortemente che chi mi segue non sia solo un cliente ma un piccolo mondo da conoscere. Molte mie clienti sono diventate anche confidenti con cui scambiarsi idee,ricette,consigli. E’ fantastico chiacchierare a Km di distanza e sentirsi per un attimo vicine. I social,se usati con cautela e sincerità, si rivelano una risorsa. Ma ovviamente un messaggio sul cellulare non avrà mai lo stesso potere di un abbraccio o di un sorriso.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Seguite la passione, non ascoltate nessun’altro se non voi stesse. La creatività è un dono potente e unico e solo chi la possiede può trasformarla in arte. La strada è sempre in salita, difficile, ma non per questo meno bella di altre. Non c’è un traguardo da raggiungere, ma ogni passo è una vittoria,il premio per aver scelto se stessi e quello che si ama.

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Ho conosciuto molte ragazze che hanno intrapreso questa strada come me, ma in particolare scambio idee e consigli con due amiche conosciute sui banchi dell’accademia. Un mio difetto è il non essere competitiva, anzi sono la prima a condividere e sostenere il lavoro di altre mie colleghe sui social e nella vita privata. Non ha senso screditare i prodotti e l’impegno altrui, provare invidia e credersi i migliori. Ho tantissimo da imparare ancora,anche confrontandomi e supportando altre realtà artigianali.

Ho l’immensa fortuna di aver incrociato sul mio cammino varie titolari di negozi e concept stores in tutta Italia che hanno scelto di vendere le mie creazioni: devo dire grazie anche a queste donne perché credono quotidianamente nel mio progetto e mi regalano tanta forza per continuare.

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

Il capo a cui sono molto legata è un abito in lino che ho realizzato nel 2018 per una mia straordinaria amica che vive a Milano. Infatti ho deciso di chiamarlo “Fiorella”:semplice e bello come lei. Il modello è piaciuto molto ed è stato replicato in molti altri colori,anche se il rosso rimane il mio preferito.

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