Le interviste

A tu per tu con la sarta inguaribile romantica…

Abbiamo fatto qualche domanda a Giulia, protagonista della settimana di donneinstoffa con la sua “Lasartoriadigiulia”. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei? Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Sono Giulia, classe 94, figlia di un pittore italiano e una casalinga bohemien finlandese. Vivo in un piccolo paesino al mare. Adoro i fiori e i colori leggeri del cielo dopo il tramonto. Mi affascina moltissimo il passato, la storia ed il vissuto delle persone che un tempo facevano la moda con i fiori nei capelli e i pizzi leggeri che svolazzavano al ritmo del vento…

Mi definirei un’inguaribile romantica, una sognatrice ad occhi aperti, spesso perduta nelle mie stesse idee. Sogno di poter fermare le freccette dell’orologio così per avere più tempo per realizzarle tutte. Un passo alla volta, mi ripeto spesso.

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Quando ho iniziato a cucire a 13 anni mi sono sentita rapita, finalmente sentivo di essere padrona di qualcosa, libera di esprimere i miei pensieri senza dover pensare a verbi e congiuntivi.

Il fatto che potevo creare qualcosa dal nulla mi intrigava, metteva adrenalina.

A 20 anni decisi di dedicarmi al cucito sartoriale così iniziai a frequentare una scuola privata di modellistica e confezione. Dopodiché mi sono buttata, creando dei pezzi da vendere online e nel frattempo realizzando anche capi personalizzati su misura, soprattutto abiti da cerimonia.

Ora ho delle idee e dei progetti diversi per il futuro che stanno prendendo forma pian piano. Dopo tanti esperimenti penso di aver trovato finalmente la mia via ed il coraggio di seguire una mia linea ed esprimerla creando pezzi unici ispirati al passato.

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Un momento duro per me è stato cominciare a realizzare che la perfezione non esiste, nemmeno per quanto riguarda il risultato del lavoro. Puoi provarci, ma non siamo delle macchine, facciamo errori e questo ci rende unici, quindi essere esigente con me stessa mi ha aiutato a capire solo che non finirò mai di imparare e di commettere errori. Sono sicura che sarà lo stesso anche se dovessi fare questo lavoro ancora tra 40/50 anni. Per questo ora cerco di svolgere il mio lavoro con più serenità, con meno pressioni da parte mia.

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

 Ho dei criteri ben precisi quando acquisto tessuti: Se non mi piace, non lo prendo. Prediligo i tessuti naturali, se possibile. E poi cerco di immedesimarmi in chi indosserà le mie creazioni: come risulta la stoffa al tatto? Sarà piacevole da indossare? O sarà fastidioso come quei calzini in poliestere che hanno una stampa carina ma fanno sudare freddo il piede?

Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi ti segue e compra i tuoi prodotti?

 Il rapporto con il cliente è importante anche quando si lavora online. La chiave è capire esattamente ciò che il cliente desidera e cercare di accontentare le richieste specifiche, ovviamente quando è possibile. Non importa se hai fatto mille domande, devi essere sicuro di aver capito cosa vuole il cliente così che possa rimanere contento a fine lavoro.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

È essenziale non scoraggiarsi! Anche se nel mondo della moda di massa sembrano essere poche le persone che apprezzano l’artigianato.

Dobbiamo far capire il valore del nostro lavoro e quali risultati positivi si hanno dando il supporto alla moda sostenibile.

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

 Ho la fortuna di avere delle anime artiste nella cerchia di famiglia e di amici stretti, a partire da mio marito che è un pittore anche lui. Spesso mi consulto con loro per avere un riscontro, idee e critiche che mi aiutano a crescere. Collaboro spesso con mia sorella che è una venditrice di vintage e con i miei amici dotati in altre forme di arte e creatività. Quando ci riuniamo escono fuori idee fantastiche!

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

Ogni abito realizzato parla di me e della persona per cui è stato creato.

Ogni capo mi è caro ed è unico per quanto riguarda le emozioni avute nel crearlo.

Ma posso dire che il mio abito da sposa mi sta particolarmente a cuore, visto il periodo bellissimo che è legato ad esso. È stata una ricerca lunga e solo pochi mesi prima ho trovato il pizzo ideale, visto che volevo un abito interamente in pizzo che richiamasse un pò lo stile di altri tempi. Inoltre, volevo utilizzare per la fodera un tessuto naturale e, sempre pochi mesi prima, trovai un tessuto bellissimo di seta e viscosa.

Dopo ciò mi serviva una corona di quarzo che avevo chiara nella mia mente. Avendo trovato il materiale mia sorella me la fece proprio come gliel’ho descritta.

Realizzai anche un secondo abito corto per le foto, in cady di seta ed un dettaglio raffinato di pizzo sulla scollatura e le spalle. Le maniche le decisi fare rigorosamente a campana e dare al resto dell’abito una linea pulita che richiama gli anni ‘60.

Posso affermare che, per quanto mi sentivo ispirata da tutto ciò, mi ha dato un input a creare una collezione di abiti da sposa non tradizionali e a metterli in vendita online. Li realizzo tutti su misura anche a distanza.

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