Le interviste

A tu per tu con la sarta che cuce con gioia…

Abbiamo fatto qualche domanda a Sara, protagonista della settimana di donneinstoffa con il suo “Sciusciaria”. CuriosI di sapere cosa ci ha raccontato? Buona lettura!

Qualche parola per descriverti.

Salve mi chiamo Sara sono una sarta  siciliana quarantenne e mamma di tre ragazzi: Gabriele 21 anni , Andrea 18 e Stefano 8. La mia famiglia si e’ formata molto giovane , ma le nostre passioni si sono realizzate lo stesso, infatti dopo essermi diplomata ragioniera ho intrapreso la mia vera strada: il cucito.
Questa passione sin da piccola mi e’ stata tramandata dalla mia bis nonna,(era la sarta del mio paese, e insegnava a cucire alle ragazze). Infatti dopo il diploma e aver fatto altri corsi professionali di cucito, mi sono messa subito al lavoro, nel mio laboratorio di casa, facendo riparazioni, cucito creativo lavori per saggi ecc.. lì ho fatto la famosa gavetta, ho imparato tantissimi trucchi  del mestiere, a capire le esigenze delle clienti e a sapermi approcciare a loro e a consigliarle, conoscere i difetti su un capo e saperli togliere. Quando avevo qualche difficolta’ o tanto lavoro la bis nonna Maria mi aiutava  in laboratorio. Bellissimi tempi, indimenticabili.
Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Oltre alle riparazione mi dedicavo a creare novita’. Ho un carattere molto calmo ma dentro sono molto evolutiva, non mi fermo mai ,adoro creare, inventare ,studiare e mettermi in gioco,il cucito mi da gioia   e  tanti stimoli. cosi’ e’ nato il mio brand…
 “Sciusciara”  deriva dalla parola sicula “ciuciara” che significa piacere nel vestirsi bene, nel saper abbinare,e’ un complimento (quando ero piccola me lo dicevano sempre, perche’ mia nonna mi cuciva tanti vestiti ed io adoravo sfoggiarli ), poi ho aggiunto le due “s” del mio nome ed e’ nato il mio brand.
Sciusciara e’ una piccola attivita’ artigianale che si affaccia al mondo digitale, sono delle bluse in stile modern vintage, uno stile ispirato agli anni 50′- 60′ e reinterpretato nel nostro periodo. Adoro lo stile retro’ perche’ i capi erano creati con cura, infatti le mie creazioni sono per le clienti che vogliono  reinterpretare quello stile, ricordare quei momenti ed essere elegante. Sono dei piccoli gioielli sartoriali che  difficilmente saranno conservati in soffitta, ideali per tutte le stagioni e con tanti abbinamenti. Sciusciara ancora è agli inizi , infatti ho tante creazioni future in serbo.
La soddisfazione delle clienti quando indossano le bluse e sono soddisfatte del loro acquisto, mi riempie di gioia perche’ indossano qualcosa di unico non fatto in serie e con un tessuto fresco come la viscosa.

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

Il momento difficile e’ stato non molto tempo fa, per varie situazioni familiari di salute non riuscivo a gestire piu’ il laboratorio con le clienti cosi’ a malincuore non ho fatto piu’ riparazioni. E’ stato un periodo molto difficile perche’ era un lavoro che facevo da diversi anni, ormai ero una sarta affermata nella mia citta’, tutti quelli che mi conoscono sanno che ho un amore incondizionato per il cucito, non riuscivo a vedere il mio laboratorio con la luce spenta, non era mai successo, si perche’ Sara era sempre lì, tra  le sue stoffe, bottoni, fili. È proprio in quel periodo sono nate le  bluse sciusciare, sono rinata, mi sento realizzata.

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

Per avere un buon risultato e’ importante la scelta della materia prima, cerco di scegliere dei tessuti a poco impatto ambientale, tessuti naturali. Alcune creazioni sono realizzate su scampoli, le clienti possono scegliere il modello e anche il tessuto. Adoro la viscosa ,la sua consistenza, i colori che risaltano,  e’ ideale per tutte le stagioni.

Dai tuoi post traspare questa voglia di entrare in contatto con chi ti segue. Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi legge e compra i tuoi prodotti?
Ogni volta che pubblico qualcosa on line prima ancora di scegliere la foto ,racconto le sensazioni che ho avuto nella creazione, a cosa mi sono ispirata, cerco di trasmettere in modo naturale l’amore e la cura che  ho avuto nella realizzazione , e cosi’ si instaura un bel rapporto con chi mi segue, raccontando e farsi conoscere. Le creazioni dei piccoli artigiani che siano collane, vestiti , bluse sono come dei quadri in cui il pittore ti porta attraverso il dipinto dove e’ stato lui, ti fa vedere attraverso i suoi occhi cose o posti unici. Solo cosi’ possono essere apprezzate , piaciute e amate le cose artigianali.altrimenti sarebbe un lavoro di serie e passivo.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Il consiglio che mi sento di dare alle nuove sarte è aprire gli orizzonti, reinventarsi sempre, anche se si sta nello stesso posto, non tenere mai la creativita’ ferma, esplorare. Sono una tipa che guarda tutto, anche le cose che non mi interessano perche’ a volte e lì che porta l’ispirazione e l’idea. Non e’ tutto felice e facile ci saranno sempre i giorni e il periodo no, ma se il cucito è amore e passione dara’ di nuovo la forza di ricominciare  e riprendere alla grande.

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?


Ancora non ho avuto il piacere di collaborare con un’altra appassionata come me, ma sono molto fortunata perche’ ho molte amiche creative anche on line con cui ci consigliamo, ci sosteniamo, aiutiamo a vicenda. Quando conosco una nuova sarta e’ una gioia per me, perche’ tenere le proprie idee per sè non si cresce e non si fa crescere, invece la condivisione e’ una grande realta’  e scoperta.
Quando posso realizzo dei tutorial o video in cui do dei trucchetti di cucito, oppure spiego alcuni accessori che utilizzo per avere un lavoro ottimale.

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

Una creazione a cui sono particolarmente legata sono le mie casette in feltro. Circa otto anni fa, dopo la nascita di Stefano, avevo messo una pausa in laboratorio perché era difficile gestire tutto l ‘allattamento, la casa i figli e l’attivita’ di mio marito( gestisco anche il lato burocratico dell’impresa edile di mio marito). mi trovai un pezzetto di feltro tra le mani e scatto l’idea., ancora  era l’inizio di questo materiale , non era conosciuto come ora. Cosi’ un giorno pensando al calore della famiglia, e al lavoro che faceva mio marito, nacquero le casette in feltro.mi sono ispirata alle case siciliane, infatti con alcune tegole piccole in miniatura mettevo la via della casa in cui mi ispiravo e il numero civico. per realizzarne  una ci volevano ore, era tutto tagliato a mano , finestre foglie, porte e poi tutto cucito.avendo la passione anche per la lettura ,un giorno  trovandomi in libreria dove lavorava una mia amica, le racconto di queste creazioni , lei mi prende per pazza e mi chiede di portargliele al negozio per esporle , e cosi feci. Furono un boom, appena li portavo, la gente li comprava, c’era molta richiesta ma non avevo molto tempo per farli, perche’ dovevo gestirmi la casa e tutto il resto.furono cercate per portaconfetti, portapannolini, come bomboniera, ecc. Poi iniziarono a farle tutte e non ne feci piu’. Pero’ le casette mi aiutarono tanto ,ebbi tantissime soddisfazioni, e fu anche un’opportunita’ per farmi conoscere di piu’. molte clienti provengono dalle casette (si perche’ poi le chiedevano informazioni, chi ero, cosa facevo) quest’anno la fidanzata di Gabriele, Francesca ha fatto gli esami di maturita’ e voleva rappresentare l’esperienza dello stage che aveva fatto, i  momenti che ha trascorso con dei bambini in asilo. Cosi’ abbiamo realizzato la casetta reinterpretando la scuola, mettendo il nome della scuola,  e all’interno  ha messo le foto dell’esperienza, i professori sono rimasti sbalorditi ed io ero strafelice.

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