Le interviste

A tu per tu con l’artigiana che viene da lontano…

Abbiamo fatto qualche domanda a Letizia, protagonista della settimana di donneinstoffa con il suo “MaMaglia”. Curiosi di sapere cosa ci ha raccontato di lei e del suo progetto? Buona lettura!

Chi sei? Qualche parola per descriverti.

Ciao, sono Letizia, sono nata nel 1980 a Firenze e abito a Prato.

Sono un’ottimista, una chiacchierona, una sognatrice, un’accanita lettrice che è capitata nel mondo dell’artigianato per caso, perché vengo decisamente da lontano.

Ho studiato lingue e ho lavorato per 15 anni in uffici amministrativi e commerciali, curando i rapporti con clienti esteri. Ho pensato a lungo che la creatività non fosse tra le mie doti, se si esclude quella legata alla scrittura, che invece ho sempre coltivato scrivendo racconti e partecipando a piccoli premi letterari locali.

Guardavo e un po’ invidiavo gli artigiani, e anche il mio compagno che è architetto e ama realizzare lampade da vecchia ferraglia.

Invece, forse quello che mi mancava era il tempo, e l’occasione giusta per dedicarmi a qualcosa di diverso dalle lettere.

Come è nata la passione per l’handmade? Quando e in che modo è diventata una vera e propria attività imprenditoriale?

Come vi dicevo è nato tutto un po’ per caso. L’azienda per cui lavoravo ha chiuso e, a quel punto, il tempo da sfruttare e riempire era anche troppo. Un’amica mi ha suggerito di lavorare a maglia con la tecnica del telaio, che non conoscevo e che, invece, mi ha immediatamente appassionata.

Prima sono state sciarpe e cappelli da regalare agli amici, poi piano piano ho iniziato a proporli sui social e ai mercatini, e a vedere che piacevano. A quel punto mi sono tornati utili la mia esperienza commerciale e la passione per la scrittura, perché ho iniziato a raccontare il mio progetto on line, e dargli una forma più professionale e concreta.

Se dovessi guardare indietro, qual è stato il momento più duro?

La verità? Il primo mercatino che ho fatto è stato un disastro. Anzi, i primi due…

In uno sono stata sorpresa da una burrasca di pioggia dopo una sola ora di esposizione, nell’altro anche peggio: il mio banco era completamente ignorato dai passanti. Adesso so che non avevo esposto bene i prodotti e che avevo anche sbagliato evento, ma allora, due anni fa, rimasi veramente molto male. Per fortuna ho cercato di imparare dai miei errori e non abbattermi, e da allora le occasioni “live” sono diventate uno dei miei punti di forza; dove ho capito cosa funziona e cosa no attraverso lo sguardo e le parole degli altri, e dove ho conosciuto tante belle persone.

Ma i momenti di sconforto arrivano sempre, questo è un lavoro di salite e di discese, anzi direi di dritti e di rovesci, e credo che la forza sia proprio quella di non esaltarsi troppo con gli uni e di non deprimersi con gli altri. Insomma, mantenere i piedi per terra.

Come scegli tessuti e materie prime per le tue creazioni?

Sono avvantaggiata, abito nella città del tessile per eccellenza, e cerco sempre di valorizzare aziende del territorio e che conosco personalmente. Scelgo filati prodotti qui a Prato, materiali naturali come lana e alpaca, ma anche provenienti da scarti tessili nobilitati.

Quanto pensi sia importante instaurare un rapporto con chi ti segue e compra i tuoi prodotti?

Io credo che sia fondamentale. Questo lavoro non è mai a senso unico, non sarei arrivata da nessuna parte senza i preziosi consigli di chi mi segue, dei clienti o anche solo di chi è incuriosito dal mio progetto. È uno scambio che, per una micro attività come la mia, arriva a riguardare molti altri aspetti, anche personali, perché è con tutta me stessa che mi metto in gioco. Oltre alla soddisfazione per le vendite, ho la fortuna di poter dire che la mia piccola “community” è molto coesa, e con gli iscritti alla mia newsletter, per esempio, ci scambiamo consigli di lettura, di cucina, di viaggi.

Che consiglio daresti alle donne che hanno la tua stessa passione?

Fare questo lavoro significa prima di tutto fare i conti con noi stesse e con i nostri punti di forza e di debolezza. Vedo tante artigiane bravissime ma che hanno difficoltà a comunicare  la loro passione perché non sanno davvero dove vogliono andare o peggio ancora non sanno dare il giusto valore al proprio lavoro.

Ecco, io penso che sia necessario mettersi a tavolino, non solo figurativamente, segnarsi le cose che si sanno far bene e quelle che invece ci riescono più difficili, fare delle rinunce anche (non si può vendere tutto di tutto, bisogna fare una scelta e differenziarsi), capire come possiamo far arrivare quel messaggio che è dentro di noi e che scalpita per uscire allo scoperto.

Collabori con altre donne che hanno un’attività simile alla tua? Quanto pensi sia importante una rete di donne unite per valorizzare l’handmade?

Importante? Io credo che sia assolutamente necessaria! Nel mio blog per esempio ho una rubrica dedicata ai consigli per artigiani alle prime armi. Io non sono un’esperta, ma mi piace che condividere quel poco che so e che ho appreso nel tempo. In questo modo posso aiutare chi sta iniziando e io a mia volta conosco nuove colleghe e imparo nuove cose. L’altro artigiano non è la concorrenza, è qualcuno che come te vuole trasmettere un modo diverso e più etico di produrre, di acquistare, di scegliere. Se  non facciamo rete saremo sempre e soltanto dei piccoli venditori solitari.

C’è una creazione alla quale sei particolarmente legata? Magari perché l’hai realizzata in un periodo particolare della tua vita o perché a ispirarti è stata una persona per te importante.

La creazione a cui tengo di più è la mia collana Scintilla. Porta il nome de personaggio di un libro che ho amato da ragazzina e le sta benissimo, perché è davvero una scintilla di creatività. È nata pensando a come potevo valorizzare le fettucce di filato di scarto. Nella mia città se ne trovano molte, sono le “cimose” delle pezze dei tessuti, che, nobilitate, possono rinascere a nuova vita. Mi è venuta l’idea di questa collana semplice, divertente, sempre diversa perché appunto fatta di materiale di recupero, e che devo dire è piaciuta moltissimo.

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